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Consulenze di direzione Organizzazione aziendale

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Finanziamenti per PIANI DI FORMAZIONE sulla Sicurezza sui luoghi di lavoro

FONDIMPRESA ha istituito un finanziamento di 16 milioni di euro da destinare a PIANI DI FORMAZIONE sulla Sicurezza.
I Piani formativi possono riguardare:

  1. Salute e Sicurezza – Interventi formativi finalizzati all’incremento della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e al miglioramento dei livelli di prevenzione e protezione contro gli infortuni;
  2. Gestione ambientale e sicurezza – Azioni formative inerenti ad aspetti di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, direttamente connessi al Sistema di gestione Ambientale (SGA);
  3. Sistemi di gestione integrati – Sviluppo delle competenze in materia di sicurezza e di tutela della salute nell’ambito di interventi per l’introduzione di sistemi di gestione della sicurezza o di sistemi di gestione integrata qualità, ambiente e sicurezza.

Le risorse destinate al finanziamento saranno così suddivise:

 

  • 8 milioni di euro per il finanziamento dei piani formativi presentati nei termini della prima scadenza, ossia a decorrere dal giorno 1 marzo 2011 fino al 31 marzo 2011;
  • 8 milioni di euro per il finanziamento dei piani formativi presentati nei termini della seconda scadenza, ossia a decorrere dal 15 settembre 2011 fino al 17 ottobre 2011.

La nuova EN 9100:2009

La nuova norma EN 9100:2009 oltre a recepire le modifiche introdotte nella UNI EN ISO 9001:2008 prevede numerose innovazioni per le parti specifiche del settore aerospaziale:

  • il campo di applicazione viene esteso al settore Difesa;
  • cambia la definizione di rischio, requisiti speciali e oggetti critici;
  • inserito nuovo requisito 7.1.1. “Gestione dei progetti” mirato a pianificare e gestire la realizzazione del prodotto in modo strutturato e regolato;
  • inserito nuovo requisito 7.2.1. “Gestione dei rischi” applicabile ora a tutta la fase di realizzazione;
  • ridefinizione del requisito “Gestione della configurazione”;
  • miglioramento del requisito 8.2.4 con riferimento a tecniche statistiche riconosciute per i collaudi a campione.

Le organizzazioni che sono già certificate EN 9100, dovranno adeguare il proprio sistema di gestione alla nuova norma entro la fine del 2011.

 

Sistri entrata a pieno regime dal 01 giugno 2011

Martedì 8 marzo a Roma il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha confermato in presenza, tra gli altri, di rappresentanze dei carabinieri per la tutela dell’ambiente, l’entrata a pieno regime del sistema Sistri, di controllo della tracciabilità dei rifiuti, per il primo di giugno 2011.
Dopo l’ennesima proroga, sembra che quanto sancito dal Decreto dello scorso 22 dicembre divenga ora realtà e, il periodo transitorio di operatività e di verifica della piena funzionalità del Sistri, abbia finalmente un epilogo.

“Una rivoluzione di legalità ed efficienza” è quella che secondo il ministro farà da scia all’entrata a pieno regime della funzionalità del sistema. Nel suo discorso Prestigiacomo afferma anche che la nuova gestione dei rifiuti sarà, per le imprese, sinonimo di semplificazione burocratica e anche riduzione dei costi.
Per la verità, quando a dicembre si attendeva l’ultima proroga per l’entrata in vigore del sistema dal 1 gennaio 2011 all’attuale data del 31 maggio 2011, i timori riguardavano proprio questi due punti; si puntava l’indice sulle difficoltà che le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, si sarebbero trovate ad affrontare dovendosi cimentare con un sistema informatizzato complicato e, allora ma parliamo solo di un mese e mezzo fa, non ancora perfettamente collaudato.

Responsabilità sociale delle imprese

La responsabilità sociale delle imprese è uno dei temi sempre più presenti nelle agende degli stati membri dell’Unione europea. E l’Italia non è da meno, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali infatti ha commissionato alla Fondazione per la diffusione della responsabilità sociale d’impresa un monitoraggio sulle iniziative promozionali
messe a punto da Regioni e Province Autonome. La pubblica amministrazione, a oggi, è riconosciuta sempre più l’attore fondamentale, se non indispensabile, per favorire la diffusione della responsabilità sociale delle imprese sul territorio, potendo svolgere infatti un importante ruolo di stimolo attraverso strumenti di indirizzo e incentivazione in grado di supportare le organizzazioni nel miglioramento delle proprie prestazioni in ambito sociale e ambientale.
Salute e sicurezza sul lavoro, conciliazione famiglia-lavoro e pari opportunità sono alcuni dei temi esaminati dell’indagine della Fondazione. Il monitoraggio si è realizzato attraverso la raccolta di leggi, delibere e altri  provvedimenti regionali o provinciali, accanto a progetti di particolare rilevanza, eventualmente condotti in sinergia
pubblico-privato o pubblico-non profit, nel periodo 2005-2010. In particolare, l’indagine ha cercato di capire se e con
quali strumenti le Regioni e le Province Autonome hanno adottato incentivi o altre iniziative per favorire l’adozione di pratiche migliorative rispetto a quanto già previsto dalla legge su salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, conciliazione famiglia-lavoro e pari opportunità. La ricerca ha coinvolto 21 Enti ma solo 15 hanno risposto fornendo informazioni
utili per comprendere come le pubbliche amministrazioni stiano indirizzando i propri sforzi nel campo della
promozione della responsabilità sociale d’impresa. Dai risultati emerge che i temi sui quali è stato profuso maggiore
impegno sono stati quelli della salute e sicurezza sul lavoro (78,3%) e della conciliazione famiglia-lavoro (69,6%)
evidenziando l’estrema importanza che tali tematiche assumono nel nostro Paese. (continua …..) Fonte INAIL

In calo gli infortuni sul lavoro

Il calo degli infortuni – complessivamente pari al -1,9% – è da attribuire esclusivamente alla componente maschile (-2,9%). Per quella femminile si registra un lieve incremento (+0,4%), in linea tuttavia con la crescita registrata dall’occupazione (+0,1%)

Infortuni sul lavoro sostanzialmente stabili per le donne nel 2010. Se, in generale, il calo degli incidenti – complessivamente pari al -1,9% – è da attribuire esclusivamente alla componente maschile (-2,9%), per le donne si registra un lieve aumento (+0,4%), in linea tuttavia col corrispettivo andamento dell’occupazione, anch’esso in leggera crescita dello 0,1% (contro un calo dell’1,1% per gli uomini). Idem per quanto riguarda i casi mortali dove, a fronte di una sostanziale stabilità della componente femminile (scesa dai 72 morti del 2009 ai 70 del 2010), il calo dei “colleghi” maschi risulta molto più consistente in termini percentuali, pari a -7,2% (da 981 casi nel 2009 a 910 nel 2010).

L’80% degli incidenti in rosa avviene sul posto di lavoro. In particolare il focus riguarda il triennio 2007-2009, che registra un calo contenuto per le lavoratrici, pari al 2,7% a fronte di una diminuzione complessiva per tutti i lavoratori del 13,4%. “Dei circa 244mila casi che le hanno viste coinvolte nel 2009, oltre l’80% è occorso in occasione di lavoro, quota che, seppur consistente, continua a mantenersi comunque più bassa di quella relativa agli uomini (91,4%) confermando la maggior incidenza degli infortuni in itinere per il sesso debole”, si legge nella rivista. Da rilevare che circa il 60% delle morti denunciate dalle donne è da imputare proprio a questa tipologia di infortuni, che avviene nel tragitto casa-lavoro o lavoro-luogo di ristoro e viceversa”.

I settori di attività più pericolosi per le donne sono quelli del terziario. In particolare la sanità (12,8%), commercio (10,3%), servizi alle imprese (10,2%), alberghi e ristoranti (8,5%). Anche per le lavoratrici straniere (che rispetto al 2007 hanno registrato per l’industria e servizi un aumento del 3,1% i settori di attività dove si registra il maggior numero di incidenti sono gli stessi, ma con un apporto sensibilmente diverso per quello del personale addetto ai servizi domestici (9,1% contro 0,5%). Rispetto alle professioni tra le lavoratrici italiane si infortunano principalmente le infermiere (9,2%), mentre tra quelle straniere le colf e le badanti (8,5%). Parità tra i sessi: l’Italia è al 74° posto per il World economic forum. Rispetto agli altri paesi Ue l’Italia è ancora indietro per la riduzione del gap lavorativo tra i sessi. La strategia Europa 2020 prevede, infatti, un tasso di occupazione complessivo del 75% per uomini e donne, ma il nostro paese è ancora al di sotto della media europea . Anche il World economic forum sulle differenze di genere in 114 paesi evidenzia per l’Italia un peggioramento , con il conseguente scivolamento al 74° posto della classifica internazionale. L’unica nota positiva è costituita dal primato delle imprenditrici italiane (oltre 1,4 milioni), dato che fa posizionare l’Italia davanti a Germania (1,3) e Regno Unito (1,1). Diversità di genere, parità di tutela. Sul lavoro donne e uomini hanno diritto alla stessa tutela, anche se le prerogative di genere comportano livelli di prevenzione diversi.

Lo ribadisce anche il Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che all’articolo 28 obbliga i datori di lavoro a considerare nella scelta delle attrezzature, delle sostanze e dei preparati chimici tutti i possibili rischi per i lavoratori e le lavoratrici, legati per esempio allo stato di gravidanza, o alla differenza di resistenza e sforzo fisico.